Fienagione

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La fienagione è una tecnica di raccolta delle foraggere finalizzata alla miglior conservazione del foraggio stesso ad una umidità tale da evitare l’insorgere di fenomeni fermentativi e allo stesso tempo garantire il mantenimento delle proprietà aromatiche e nutritive.

Si compone di più fasi:

- sfalcio dell’erba: nel caso dell’erba medica si svolge all’apparire dei primi fiori con macchine dotate di speciali “condizionator”i che facilitano e velocizzano la perdita di umidità del foraggio
- essiccazione: si svolge in campo esponendo il foraggio al sole per un numero di ore sufficiente al raggiungimento di un umidità compresa tra il 15 e il 18%, facilitata normalmente con un passaggio di spandifieno.
- andanatura, è il passaggio ultimo che prepara il foraggio alla pressatura. E’ importante che sia svolta con la giusta umidità per evitare di danneggiare la qualità del foraggio spezzando gli steli e perdendo la foglia e che la dimensione dell’andana sia proporzionale al volume di foraggio
- pressatura: sia in Big Baler (prismatiche di dimensione 120x90x210 cm) sia in rotoballe (largh. 120 cm diam 160 cm)

L’impostazione della tecnica deve tener conto di alcuni aspetti ed è finalizzata a raggiungere il rapporto ottimale tra quantità e qualità del prodotto e la sua conservabilità. Il differimento dell’epoca di esecuzione dello sfalcio porta ad un incremento della biomassa prodotta ma una riduzione qualitativa del foraggio, che a causa dell’accumulo di fibre si presenta più grossolano, meno appetibile, meno digeribile e con un minore valore nutritivo.
Ai fini dell’affienamento, il compromesso tra criterio quantitativo e criterio qualitativo, in condizioni ordinarie, richiede l’esecuzione dello sfalcio con piante a inizio o in piena fioritura nel caso di leguminose foraggere e in fase di spigatura nel caso di graminacee foraggere. Infatti, in queste fasi, i principi trofici sono distribuiti uniformemente nell’intera pianta, mentre in una fase successiva vengono traslocati nei frutti e nei semi.
L’essiccazione completa al di sotto dei valori limite ottimali è una condizione necessaria per preservare il fieno da alterazioni microbiche che possono comportare un decadimento delle proprietà nutritivo, il possibile accumulo di micotossine, il possibile aumento della temperatura (causato dalle fermentazioni) con conseguente rischio di autocombustione.
La manipolazione del foraggio durante le fasi finali dell’essiccazione, può determinare la perdita di valore nutritivo a causa della fragilità delle foglie, la parte più ricca di principi nutritivi. Gli steli infatti si essiccano più lentamente rispetto alle foglie, perciò nelle fasi finali queste possono distaccarsi, ormai secche, durante la manipolazione.
Un altro problema da tenere presente è che l’essiccazione spontanea per esposizione all’aria è strettamente dipendente dalle condizioni climatiche. Il foraggio si essicca tanto più rapidamente quanto più bassa è l’umidità relativa e quanto più alta è la temperatura ambientale. Il processo procede perciò spontaneamente durante il giorno nelle giornate asciutte, soleggiate e, possibilmente, ventilate, mentre procede lentamente in giornate umide e fredde fino ad arrestarsi del tutto. In queste condizioni e, in generale, nelle ore notturne, il foraggio già parzialmente essiccato può riassorbire prolungando perciò i tempi della fienagione.