Bietola da Seme

L’attività svolta su questa coltura è una delle nostre eccellenze, sia per qualità che per numero ed efficenza dei mezzi messi a disposizione.

Le speciali condizioni pedoclimatiche e le non comuni competenze tecniche ed agromeccaniche reperibili sul territorio, hanno eletto la nostra pianura di Ravenna e dei Comuni limitrofi di Forlì, Bologna e Ferrara  come tra i migliori al mondo  per la produzione di seme di bietola ibrido. 

Grazie all’impegno e la serietà che  nel tempo ha saputo dedicare a questa specifica coltivazione, Terratech è riconosciuta dalle  principali  multinazionali  per la selezione e riproduzione di seme bietola operanti sul territorio come una delle imprese agromeccaniche di riferimento.

Questa la gamma di macchine e di operazioni che proponiamo alle nostre Aziende Agricole ___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

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Il seme che si produce è “ibrido”, vale a dire che il seme della barbabietola da zucchero che se ne ricava è il frutto della fecondazione di 2 linee pure dalle quali si origina un seme cosiddetto “F1″ i cui specifici requisiti genetici rendono la varietà adatta alla produzione, mentre gli eventuali “figli” di queste pianto avranno un patrimonio genetico e caratteristiche produttive assolutamente diverse dalla pianta “madre”.
Essendo la bietola da zucchero pianta “biennale”, le “piante madri” sia maschi che femmine vengono dapprima seminate durante a partire dal mese di Agosto in Vivaio con una densità di semina di circa 1 – 1,2 milioni di semi per ettaro (equivalente a 10 – 12 unità per ettaro).  La coltura di piante madri di bietole che si ottengono (piantoni o bietolotti) restano in vivaio durante l’inverno subendo il processo di vernalizzazione che ne determinerà l’induzione a seme. Al fine di evitare danni in caso di forti gelate, le  colture in vivaio vengono coperte nei mesi più freddi con teli speciali in tessuto non tessuto. Da 1 ha di vivaio si ottiene un numero di piante sufficiente per mettere a coltura in media 10 ha di piante porta-semi.  Poco prima di effettuare il trapianto, si adegua nuovamente la pianificazione della produzione del seme in funzione dei risultati produttivi delle diverse varietà al fine di centrare esattamente il fabbisogno. Per le nostre zone i “piantoni” sono prodotti presso i vivai nei terreni sabbiosi del litorale ferrarese di Pomposa fino ai vivai del litorale di Classe e Cervia.piantoniL’estrazione delle piante madri dal vivaio è una delle fasi più delicate dell’intero ciclo produttivo, fase che richiede una estrema professionalità  sia da parte delle Aziende Sementiere Produttrici sia, a loro volta, da parte degli Imprenditori Agricoli e delle Imprese Agromeccaniche che si occuperanno della fase finale del ciclo: la produzione in campo. Tale operazione ha inizio a partire dalla fine di gennaio con l’estrazione delle piante madri dal viviaio pronte per poi essere trasferite con il giusto abbinamento maschi-femmine-agricoltore presso le aziende dei vari produttori per essere poi lavorate e trapiantate in campo per la fase finale della produzione.

Pulizia e selezione delle piante (fine gennaio-febbraio)
serve ad agevolare il trapianto e per la concia delle piantine con anticrittogamico. Una volta lavorate le piantine vengono poste in cassette pronte per il trapianto. Terratech propone per la pulizia delle piantine una efficente macchina che, con l’ausilio di un normale caricatore idraulico a gabbia, consente una rapida ed efficacie lavorazione.

Trapianto (febbraio-marzo)
Per la produzione del seme, nel mese di Febbraio vengono messi a dimora i piantoni di madri maschiosterili monogermi e gli impollinatori multigermi in file contigue, in rapporto 6:2 o 8:2.  L’investimento risultante è di circa. 40.000 piante/ ha. Indicativamente a metà Aprile le piante iniziano a creare gli scapi fiorali e verso fine maggio inizia la fioritura, che dura circa 4 settimane. Durante la fase di maturazione, che dura 4 – 6 settimane, si creano le condizioni fisiologiche che sono alla base di una elevata qualità

Sarchiatura e/o fresatura interfilare (aprile-maggio)
Pratica comune per molte colture, la bietola da seme in particolar modo ne necessita oltre misura in quanto spesso si interviene con il trapianto molto in anticipo rispetto alle semine ed i terreni spesso sono molto umidi. La sarchiatura o la fresatura interfilare risolvono tracce calpestate del trapianto e, con l’occasione si provvede ad incorporare una opportuna ed “energica” concimazione granulare, specie se si irriga con rotolone. A maggior ragione comunque la fresatura sarà necessaria in caso si irrighi con “T-Tape” in quanto ricompone il terreno in superficie per consentirne l’interramento.

Irrigazione
la possibilità di irrigare agevolmente è condizione di discrimine contrattuale per questa coltivazione e può avvenire in modo tradizionale con il classico “rotolone” oppure tramite la soluzione che sta prendendp sempre più piede della manichetta superficiale “T-Tape” o simili, che consente, oltre ad una più agevole gestione degli apporti idrici, anche la fertirrigazione. In questo caso Terratech fornisce anche il servizio di posa in opera interfilare delle manichette.

Cimatura (maggio)
è considerata anch’essa una operazione indispensabile, infatti consente di equilibrare la struttura della pianta stimolando la creazione di ramificazioni secondarie, le più fertili ed adatte a supportare le infiorescenze. Il nostro cimatore, nato e sviluppato in stretta collaborazione con i Tecnici delle Ditte Sementiere, è in grado di adattarsi perfettamente alle esigenze dettate dalle diverse genetiche, potendo intervenire senza creare danno alle piante madri (femmine) passando a cavallo delle file degli impollinatori (maschi) con un range di quote di cimatura dai 45 ai 100 cm, con la possibilità di gestire la quota di cimatura dei maschi in modo indipendente rispetto alle femmine ed anche l’una rispetto all’ altra fila di maschi.

Diserbo e Difesa
Ovviamente una coltura così delicata necessita di tempestivi e puntuali trattamenti e, considerati i volumi ed i sesti di impianto, vanno effettuati con irroratrici dalle caratteristiche adeguate. Innanzitutto è da considerare opportuna/necessaria la veicolazione del flusso con la manica d’aria per poter penetrare al meglio all’interno della massa vegetale. Importante è la larghezza delle barre che dovrà essere immancabilmente di 19 metri, così che sarà possibile transitare sopra la bina dei maschi impollinanti, riducendo al minimo il danno alla produzione. Ovviamente l’irroratrice dovrà avere una carreggiate di 150 cm. Tutte le nostre tre irroratrici, ovviamente, rispondono a questi requisiti, per il massimo della tempestività durante i periodi critici per cercospora, afidi, oidio e quant’altro.

Separatore trincia maschi (giugno)
Caratterizzante per la coltura e di fondamentale importanza, si svolge con trattori allestiti con un particolare dispositivo applicato frontalmente chiamato “separatore” la cui funzione è quella di dividere e districare la vegetazione delle piante maschio dalle piante femmine. Le piante impollinatrici, una volta liberate, vengono distrutte da un piccolo trinciasarmenti portato posteriormente dalla trattrice stessa. Questa operazione presuppone una grande attenzione ed esperienza da parte dell’operatore, specie se le due linee manifestano connotati morfologici simili tra loro, in quanto può risultare facile confondere le file e distruggere piante femmine lasciando in campo inopportunamente piante impollinatrici integre. questa operazione di norma si svolge in due passaggi: il primo avviene distruggendo 1/3 delle bine di maschi quando oramai la produzione di polline volge al termine. Questo primo passaggio si effettua per agevolare l’ingresso in campo delle irroratrici per effettuare l’ultimo trattamento contro le crittogame (oidio). la rimanente parte di maschi di norma viene eliminata a ridosso del taglio della coltura, per tutelare al massimo l’impollinazione.

Falciatura (luglio)
Questa pratica precede normalmente di 3 giorni la trebbiatura che avverrà con testata pick-up applicata alla mietitrebbia. Il taglio consente di:
– interrompere la vegetazione della coltura
– grazie all’esposizione al sole, di essiccare adeguatamente culmi, foglie ed il seme non del tutto maturo
– intervenendo prima della completa di seme e pianta si impedisce la caduta a terra del seme maturo, “pareggiando” quanto più possibile anche i semi non ancora pronti.
Fino a qualche tempo fa anche le colture ibride venivano falciate con le falcia andanatrici semoventi allo stesso delle colture da seme “normali”, cioè non ibride.
Grazie al fatto che sulle colture ibride in prossimità della raccolta le piante dei maschi impollinatori vengono distrutte, i passaggi che si vengono a creare vengono utilizzati come vere e proprie corsie di transito per le falciatrici a “barre laterali”.
Sono costituite da due barre falcianti “bilama” lunghe 240 cm per lato applicate anteriormente tramite uno speciale telaio ad un trattore di ridotte dimensioni. Anteriormente rispetto alle barre vi sono applicati due piccoli alberi separatori, che hanno il compito di sollevare la coltura prima del passaggio delle lame così da eseguire un taglio preciso e delicato sulla coltura senza che si renda necessario entrarvi creando inevitabilmente danni come accadeva con le falcia andanatrici. Oltretutto in questo modo si evita che qualsiasi altro altri organo meccanico oltre alle lame stesse entri a contatto con il seme, come invece accade con l’aspo ed i convogliatori delle testate delle falcia andanatrici, causa di inevitabili perdite di prodotto caduto a terra.
Il lavoro dovrà essere svolto tassativamente nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino, quando l’umidità della rugiada ostacola la caduta per scuotimento dei semi più maturi.

Trebbiatura (luglio)
trascorsi 4/5 giorni di sole dalla falciatura la coltura, normalmente, è matura per essere trebbiata. L’umidità massima del seme dovrà essere non superiore al 10%, in caso di valori maggiori occorrerà posticipare la data di raccolta oppure predisporre il trattamento della partita con appositi sistemi di asciugatura che dovrà seguire di poche ore la trebbiatura stessa. E’ tra le campagne di trebbiatura quella tra le più difficili e delicata, sia per il valore del prodotto sia per la sua delicatezza e vulnerabilità ai fattori stagionali come pioggia, vento ecc. che possono compromettere gravemente la produzione.
Le mietitrebbie dovranno essere allestite con testata di raccolta pick up di larghezza 5 mt,  un apparato crivellante specifico ed un apposito separatore del seme che serve ad eliminare, buttandolo a terra, la parte di seme piccolo di diamentro (inferiore a 3 mm).
Organizzare in accordo con i Tecnici della varie Case Sementiere le date o meglio le notti del taglio delle colture a seconda della varietà e dello stato di maturazione, coordinare la trebbiatura a seconda delle condizioni meteo e del volume della coltura, in base a questi elementi misurare il numero di mietitrebbie da utilizzare ed organizzare il cantiere di stoccaggio relativo.